Ma trovare un'attività che preveda una bella sveglia alle dieci di mattina no eh?
Sveglia alle sei e mezza...
Alle sette ed un quarto arriva il pick up per i delfini.
Vista la conduzione famigliare dell'attività, il gruppo di cui faremo parte è di sole cinque persone, una neozelandese (yeaaa) e due....svizzeri, assolutamente teutofoni (non sono sicuro che si definiscano così le persone che parlano tedesco, ma in questo momento non mi viene in mente altro).
La ricerca dei delfini non è semplice.
Ne troviamo subito due, ma purtroppo sono 'timidi' e non ci danno tanto retta.
Così proseguiamo la navigazione e andiamo a vedere pinguini, foche, varie specie di uccelli, ma dei delfini nemmeno l'ombra.
La fortuna ci arride al rientro.
Prima due, poi tre, poi quattro, poi cinque...i delfini arrivano e noi ci buttiamo in acqua.
Non so se sia possibile descrivere in qualche modo la bellezza e l'eleganza di questi animali.
Nuotare in mezzo a loro è qualcosa di impagabile.
La temperatura dell'acqua che in altri momenti sarebbe stata quasi insostenibile, risulta ininfluente.
Dovete andare sulla fiducia.
Se vi capita l'occasione di poter andare a nuotare con i delfini e trovate qualcuno che organizza questa attività per piccoli gruppi, andate!
E qui finisce l'avventura con lo stoccardese.
Un autobus, un taxi (grrr), un aereo e un altro autobus e mi ritrovo di nuovo ad Auckland.
Il tempo scorre e la vacanza volge al termine.
Le offerte di lavoro scarseggiano e a meno di miracoli il mio rientro si avvicina.
So già che la nottata sarà lunga e difficile.
Dormo in una camerata a otto con sei o sette teenager francesi che fanno invidia al disordine che lasciavamo in camera io e Claudio a Londra. Fidatevi, la nostra stanza era quasi impenetrabile dal disordine.
Dopodomani uno degli ultimi colpi in canna e poi mi metto nelle mani di mamma Emirates.
Sveglia alle sei e mezza...
Alle sette ed un quarto arriva il pick up per i delfini.
Vista la conduzione famigliare dell'attività, il gruppo di cui faremo parte è di sole cinque persone, una neozelandese (yeaaa) e due....svizzeri, assolutamente teutofoni (non sono sicuro che si definiscano così le persone che parlano tedesco, ma in questo momento non mi viene in mente altro).
La ricerca dei delfini non è semplice.
Ne troviamo subito due, ma purtroppo sono 'timidi' e non ci danno tanto retta.
Così proseguiamo la navigazione e andiamo a vedere pinguini, foche, varie specie di uccelli, ma dei delfini nemmeno l'ombra.
La fortuna ci arride al rientro.
Prima due, poi tre, poi quattro, poi cinque...i delfini arrivano e noi ci buttiamo in acqua.
Non so se sia possibile descrivere in qualche modo la bellezza e l'eleganza di questi animali.
Nuotare in mezzo a loro è qualcosa di impagabile.
La temperatura dell'acqua che in altri momenti sarebbe stata quasi insostenibile, risulta ininfluente.
Dovete andare sulla fiducia.
Se vi capita l'occasione di poter andare a nuotare con i delfini e trovate qualcuno che organizza questa attività per piccoli gruppi, andate!
E qui finisce l'avventura con lo stoccardese.
Un autobus, un taxi (grrr), un aereo e un altro autobus e mi ritrovo di nuovo ad Auckland.
Il tempo scorre e la vacanza volge al termine.
Le offerte di lavoro scarseggiano e a meno di miracoli il mio rientro si avvicina.
So già che la nottata sarà lunga e difficile.
Dormo in una camerata a otto con sei o sette teenager francesi che fanno invidia al disordine che lasciavamo in camera io e Claudio a Londra. Fidatevi, la nostra stanza era quasi impenetrabile dal disordine.
Dopodomani uno degli ultimi colpi in canna e poi mi metto nelle mani di mamma Emirates.
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