La sveglia suona e il primo sguardo è tutto per la luce che sembra fare capolino da dietro le tende.
Mi avvicino alla finestra ed il sole irrompe nella mia giornata.
Cielo blu, nemmeno un filo di vento, qualche nuvoletta innocua sparsa qua e la.
E' andata bene, il ghiacciaio mi aspetta.
L'appuntamento è per le otto nella sede delle Fox Glacier Guides.
Nel giro di tre quarti d'ora, tutti i partecipanti alla spedizione sono attrezzati a puntino.
Ramponi, piccozza, zaino, corde, scarponi, casco, imbragatura ed i consigliati tre strati di vestiti oltre ad occhiali e crema solare!
Si va verso la partenza del tracciato a piedi.
Ci aspetta una scarpinata di quarantacinque minuti che ci porterà sul ghiaccio vivo.
Una volta messo piede sul ghiacciaio è doverosa una breve pausa per prepararci al momento topico della giornata. Indossiamo ramponi, ghette, casco, imbragatura e via verso le pareti da affrontare.
La prima parte della mattinata è incentrata sulla spiegazione delle tecniche di camminata coi ramponi ed a spiegarci cosa si può e non si può fare passeggiando sul ghiacciaio.
Raggiunta la parete, le due guide salgono in cima ed allestiscono una serie di corde per permetterci di arrampicare in tutta sicurezza.
L'esercizio si svolge a coppie.
Uno arrampica, mentre l'altro lo tiene in sicurezza in modo che se perde l'appiglio non vola a terra da tre o quattro metri d'altezza.
Ci vengono spiegate le tecniche di salita e di seguito le proviamo con più o meno successo.
Dopo varie prove la fatica si fa sentire e così le guide decidono di fermare tutto e di fare una bella pausa ristoratrice.
Ah, non ho ancora parlato dei componenti della compagnia.
Siamo in dieci.
Due guide, ovviamente neozelandesi!
Gli altri?
Beh, con un po' di fantasia potreste anche indovinare.
Abbiamo tre tedeschi, una danese, un austriaco ed una coppia di inglesi.
Come vedete, i più presenti sono sempre i nostri amici teutonici!
Dopo la pausa riproviamo alcune ascese e poi il gruppo si divide.
Quattro seguono una guida e vanno ad allestire un'altra zona per arrampicare, mentre gli altri quattro vanno a fare un giro sul ghiacciaio in cerca di grotte, buchi e zone di particolare interesse.
La nuova zona di arrampicata prevede tre punti di ascensione.
Quelllo più interessante é l'ultimo.
Si tratta di un buco nel ghiaccio che va a finire in un corso d'acqua sotterraneo.
Il passaggio è piuttosto angusto ed infatti non è facile trovare lo spazio né per puntare i ramponi né per puntare la piccozza. Alla fine questo risulta essere il momento più suggestivo della giornata.
Quattro o cinque metri sotto il livello del ghiaccio, immersi nel suo colore azzurro e con il rumore dell'acqua che scorre che riecheggia nelle orecchie. Difficile descrivere il momento.
Dopo quasi otto ore, la gita giunge al termine e torniamo piuttosto provati al paese di Fox Glacier.
Bello, veramente bello.
Secondo la guida, io ho vinto il premio miglior volo....
Durante la penultima arrampicata, mentre stavo per raggiungere la cima, ho perso la presa con i ramponi e sono stato lanciato lontano dalla parete dove è rimasta conficcata una delle due piccozze.
In pratica ero appeso come un salame alla corda e lì è finita la mia salita.
Peccato perché avevo quasi raggiunto la meta.
Una volta tornato in ostello mi rendo conto che ormai è troppo tardi per pianificare qualsiasi spostamento per l'indomani, così decido di rimandare ogni decisione al giorno dopo e che non potendo prendere nessun autobus, utilizzerò il vecchio e sempre valido mezzo di trasporto dell'autostop.
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